Sono Carlo, ho 31 anni, mi sono laureato da poco in Lingue, ai miei tempi non esisteva Little Alienz e ho scoperto solo 6 mesi fa di essere dislessico!

 

Avevo sempre ignorato la possibilità di essere dislessico. Mi sono sempre sentito diverso, un po’ pazzo, simpatico, leggero, ma ho accettato la sensazione di essere diverso sentendola come una cosa positiva.
Non mi sono mai sentito parte di qualcosa, nel bene e nel male. Quello che penso normalmente è che sono io a dover stare bene con me stesso a prescindere dal posto e dalle persone che mi circondano.

Secondo il mio punto di vista Little Alienz è utile per evitare che nascano casi come il mio, evitare di sapere non prima dei 31 anni perché sei diverso.

Io ho una capacità di ragionamento superiore alla media (dai test risulta 19 contro la media di 10), ma non sono riuscito a mettere a frutto quella qualità.

Con Little Alienz avrei potuto mettere sfruttare le mie qualità, esaltando i punti forti grazie al potenziamento personalizzato. Grandioso poi il fatto che sia un gioco adatto a tutti i bambini, non solo a quelli che manifestano difficoltà!

È importante iniziare subito dai 4 anni d’età, come vuole fare Little Alienz, perché prima affronti la situazione e più è facile, già a 10 anni diventa difficile perché saranno passati ben 6 anni di scuola!

I miei genitori erano inconsapevoli della reale situazione, non capivano la gravità e la necessità di intervenire il prima possibile poiché non avevano gli strumenti giusti a disposizione.

Per tali motivi ho dovuto scoprire da solo di essere dislessico, non prima di aver compiuto 31 anni. Ora invece, con una maggiore sensibilità sul tema e soluzioni innovative come Little Alienz, tutti i genitori possono avere gli strumenti giusti per agire subito!

Carlo Piacenza, 31 anni – Diagnosi Tardiva a ben 31 anni!

Ho assistito alla presentazione del progetto Little Alienz con molto interesse, sia per l’innovazione nel campo dello screening sia per ciò che riguarda l’aspetto riabilitativo.

Il “gioco interattivo” proposto è un eccellente mix tra il gioco simbolico ed il gioco di ruolo, che favorisce ed incrementa la capacità di astrazione del bambino nonché quella sintattica.

L’idea del supporto telematico sul quale rappresentare il contesto ludico è una risorsa a favore delle famiglie, che avranno a disposizione quindi, anche in ambito domestico, una possibilità “abilitativa” e “riabilitativa” molto valida.

Alessio Cocco
Dott. Alessio Cocco – Logopedista

Dando uno sguardo all’età scolare in tutti i suoi ordini e gradi, non è difficile notare che vi è una grande ricchezza di letteratura e materiali riguardanti Dislessia e DSA.

Tale ricchezza, però, viene meno quando si tratta di trovare del materiale relativo all’età prescolare, età peraltro in cui possono iniziare a ravvisarsi i primi fattori di rischio.

Ciò ritengo renda Little Alienz molto appetibile per una gran varietà di professionisti, dagli insegnanti agli educatori, sempre alla ricerca di strumenti innovativi da impiegare durante il proprio lavoro

 

dislessia a chi rivolgersi Little Alienz
Dott.ssa Sharon Tiana – Pedagogista ed esperta in DSA

Seguo e collaboro con Little Alienz dal 2016.

Ritengo che il progetto sia molto promettente e che possa offrire un contributo importante sulle conoscenze nel campo dei prerequisiti metafonologici per l’apprendimento della lettura e della scrittura.

La ricerca portata avanti presenta elementi di elevato interesse scientifico, anche in considerazione del fatto che la complessità strutturale del gioco “Little Alienz” implica un elevato grado di complessità computazionale di natura combinatoria e probabilistica.

Eraldo Nicotra Little Alienz
Prof. Dott. Eraldo Nicotra – Docente di Psicometria e di Metodi di analisi multivariata

Il progetto “Little Alienz” ha lo scopo di sviluppare uno strumento conoscitivo e di intervento nel campo della valutazione e potenziamento dei prerequisiti fonologici per l’apprendimento della lettura e della scrittura, realizzato mediante un gioco denominato appunto “Little Alienz”.

La collaborazione scientifica e di ricerca verte sulla raccolta di dati normativi a supporto dello strumento da loro realizzato. Il giudizio complessivo è ottimo. In funzione della conoscenza delle persone che compongono il team e del progetto in sé, riteniamo che il loro progetto sia promettente e che possa offrire un contributo importante sulle conoscenze nel campo dei prerequisiti metafonologici per l’apprendimento della lettura e della scrittura.

Donatella Petretto- Little Alienz
Prof.ssa Dott.ssa Donatella Petretto -Ricercatrice di Psicologia Clinica – Docente di Neuropsicopatologia e Neuroriabilitazione

 

Da piccola mi sarebbe piaciuto tanto un gioco come questo!

 

Prima dell’incontro con il team di Little Alienz pensavo che qualunque intervento per risolvere i problemi dei DSA avrebbe messo in evidenza il problema stesso, perché il mio primo approccio con questo disturbo non è stato semplice e ha minato molto la mia autostima. 

Nessuno sapeva cosa fosse e sia i miei genitori che gli insegnanti non riuscivano a capire come aiutarmi. Temevo che prima o poi mi sarebbero cresciute le orecchie da asinello, mentre aspettavo con ansia il “dono” della lettura. Più volte da piccola avrei desiderato un gioco interattivo che fosse semplice e divertente e che permettesse di esercitarsi magari con l’aiuto dei genitori o di un tutor. In questo modo ciò che potrebbe sembrare un percorso complicato e faticoso da compiere diventa un processo di apprendimento efficace e divertente. 

Mi piace Little Alienz perché stimola il potenziamento in maniera armoniosa e meno traumatica, e si preoccupa oltretutto di rendere i bambini più consapevoli e più sensibili con i coetanei che mostrano difficoltà!

Demetra Farris Little Alienz
Demetra Farris, 19 anni, Dislessica

 

I genitori non si sentiranno più incapaci di aiutare i propri figli!

 

Voglio fare i complimenti ai ragazzi di Little Alienz perché stanno realizzando una cosa veramente bella !!!

Io ci sto passando adesso e capisco tutto il lavoro che andranno a fare o meglio quanto aiuterà i genitori il loro lavoro… io ci ho messo due anni per ammettere che Eva (mia figlia) avesse delle difficoltà, mentre lei viveva malissimo questa situazione !!!

Si, perché purtroppo non veniva capita e questo non ha fatto altro che renderla insicura e demoralizzata nei confronti dello studio e di conseguenza nei rapporti sociali con adulti e compagni.
Adesso abbiamo iniziato il percorso di recupero anche psicologico, perché la parte più importante sarà lavorare sull’autostima che, per chi è un DSA è la zona più fragile da recuperare.
Per questo il loro lavoro aiuterà tante famiglie come la mia, perché prima si ha la diagnosi e prima i bambini vivono la loro infanzia e la scuola alla pari come tutti gli altri bambini, senza che la loro autostima venga intaccata !!! Le famiglie hanno bisogno il prima possibile di riconoscere le difficoltà dei propri figli, ma da soli è impossibile. Grazie a Little Alienz non si sentiranno più incapaci di aiutare i propri figli !!!

Yuky Canzini, madre di Eva (Dislessica)