Il parere degli esperti

Cosa pensano gli esperti di Dislessia riguardo il nostro gioco?

 

 

 

Nell’ambito delle attività istituzionali, scientifiche e di ricerca abbiamo avuto modo di conoscere gli ideatori del progetto “Little Alienz”: Sarah Pinna (nata a Cagliari il 15/11/1982, residente a Cagliari in via Monsignor Virgilio 2, studentessa del corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria), Mauro Cuccu (nato a Oristano il 24/11/1992, residente a Gonnoscodina (OR) in via Argiolas 24 - laureando del corso di laurea in Economia manageriale), Valentina Bellotti (nata a Susa (TO) il 9/03/1988, residente a Nuoro in piazza Verona 17 - laureanda in Economia). Il progetto “Little Alienz” ha lo scopo di sviluppare uno strumento conoscitivo e di intervento nel campo della valutazione dei prerequisiti fonologici per l’apprendimento della lettura e della scrittura, realizzato mediante un gioco denominato appunto “Little Alienz”. Fin da subito abbiamo potuto apprezzare le qualità relazionali, organizzative, di studio e di ricerca del team. E’ attualmente in corso un rapporto di collaborazione scientifica col team di “Little Alienz” che ha avuto inizio nel 2016, periodo in cui hanno iniziato ad elaborare il progetto nell’ambito del Contamination Lab dell’Università di Cagliari. La collaborazione scientifica e di ricerca verte sulla raccolta di dati normativi a supporto dello strumento da loro realizzato. Il giudizio complessivo è ottimo. In funzione della conoscenza delle persone che compongono il team e del progetto in sé, riteniamo che il loro progetto sia promettente e che possa offrire un contributo importante sulle conoscenze nel campo dei prerequisiti metafonologici per l’apprendimento della lettura e della scrittura. Inoltre la ricerca presenta elementi di elevato interesse scientifico in considerazione del fatto che la complessità strutturale del gioco “Little Alienz” implica un elevato grado di complessità computazionale di natura combinatoria e probabilistica. Siamo disponibili a fornire tutte le ulteriori informazioni che dovessero essere utili. _____________________ Cagliari, 28.09.2017 _________________ Donatella Petretto ____________ Eraldo Nicotra

Donatella Petretto

Donatella Petretto

Dott.ssa Donatella Rita Petretto Ricercatrice di Psicologia Clinica Docente di Neuropsicopatologia e Neuroriabilitazione __________ Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia Università degli Studi di Cagliari ______ Loc. sa Duchessa Via Is Mirrionis n. 1 ____ Tel: +39 0706757501 - 328 694 2727__ Mail: drpetretto@unica.it
Eraldo Nicotra

Eraldo Nicotra

Prof. Dott. Eraldo Francesco Nicotra Professore associato nel settore disciplinare M-PSI/03 (Psicometria) Docente di Psicometria e di Metodi di analisi multivariata __________ Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia Università degli Studi di Cagliari ____ Loc. sa Duchessa Via Is Mirrionis n. 1 Tel: +39 0706757510 – 329 927 3760 _____ Mail: enicotra@unica.it

Dopo aver conosciuto il gruppo di lavoro degli studenti che hanno ideato il gioco “Little Alienz”, sono responsabilmente impegnata ad esprimere il mio positivo riscontro ad una idea così originale ed innovativa nel settore dei giochi di società. Come professionista Psicologo-Psicoterapeuta che lavora dal 2000 nel campo dell’educazione e della psicologia clinica e dal 2006 nell’ambito della disabilità e della riabilitazione, posso affermare che: questo gioco rappresenta un’opportunità ludico-ricreativa unica e speciale per tutti i bambini; gli scenari ideati e progettati in ogni dettaglio esprimono un’esplosione di creatività che può essere per ogni giocatore (bambino o adulto) molto stimolante ed avvincente; i protagonisti così variegatamente rappresentati simboleggiano i supereroi che ogni bambino sogna di essere; la diversità che caratterizza ogni personaggio offre ad ogni bambino l’opportunità di identificarsi con caratteristiche ambite che gli permetteranno di riscattarsi attraverso il gioco ed essere vincente; le norme stabilite dal gioco aiuteranno i bambini ad imparare il rispetto delle regole sociali, la condivisione e la collaborazione come strategia vincente per raggiungere obiettivi comuni; l’ambientazione della Galassia Smeralda rappresenta un universo positivo e la possibilità di poter arrivare al cospetto del Re è un obiettivo altamente motivante che incoraggia i giocatori a puntare in alto e permette loro di impegnarsi al massimo per conseguire risultati eccellenti, ogni bambino dovrebbe poter vivere una simile opportunità; le sfide del gioco raffigurano quelle della vita quotidiana ed insegnano ai bambini strategie efficaci per affrontare le difficoltà, talvolta è l’alleanza con l’ “avversario” che può consentirci di vincere e raggiungere gli obiettivi prefissati; i personaggi con le loro peculiarità richiamano gli elementi della natura, i colori, i mestieri, gli opposti, le opportunità che arrivano con i cambiamenti; la dinamica del gioco e le carte da utilizzare offrono ai bambini occasioni di apprendimento a più livelli: ascoltare, comprendere, ragionare, risolvere problemi, prendere decisioni, cooperare e condividere, aspettare, autoregolarsi, avere paura di perdere, sperare di vincere, gioire per i risultati raggiunti, conoscere le diversità, cambiare idea, apprezzare sè stessi e gli altri, stare bene insieme agli altri, vivere un’avventura, rispettare le regole, vincere, perdere, correre dei rischi, giocare un gioco alla propria portata in un modo realmente educativo ed altamente motivante; le carte con le sfide da affrontare offrono esempi di “compiti” che stimolano i bambini ad utilizzare le funzioni esecutive alla base di tutti i processi di apprendimento: memoria, attenzione, logica, astrazione; lo sviluppo del linguaggio è fortemente implicato nel versante della ricezione e della produzione e stimola l’utilizzo di alcuni dei prerequisiti per gli apprendimenti scolastici; l’allenamento piacevole che i bambini faranno con questo gioco lascerà un imprinting positivo che potrà essere piacevolmente richiamato quando dopo qualche anno alcuni di loro potranno avere difficoltà in ambito scolastico e necessitare di un lavoro di potenziamento educativo/riabilitativo con materiali di supporto di simile tipologia.

Dott.ssa Ersilia Cossu

Dott.ssa Ersilia Cossu

Psicologa e Psicoterapeuta

Ho assistito alla presentazione del progetto Little Alienz con molto interesse, sia per l’innovazione nel campo dello screening sia per ciò che riguarda l’aspetto riabilitativo. Il “gioco interattivo” proposto è un eccellente mix tra il gioco simbolico ed il gioco di ruolo, che favorisce ed incrementa la capacità di astrazione del bambino nonché quella sintattica. L’idea del supporto telematico sul quale rappresentare il contesto ludico è una risorsa a favore delle famiglie che avranno a disposizione, quindi anche in ambito domestico, una possibilità “abilitativa” e “riabilitativa” più che valida.

Dott. Alessio Cocco

Dott. Alessio Cocco

Logopedista sito web

Ho avuto il piacere di fare la conoscenza dei membri del gruppo Little Alienz che sta’ sviluppando questa Startup, e ciò che ho tratto da questo incontro è stata una piacevolissima impressione. Il progetto mi è stato presentato con grande entusiasmo e serietà, ed è stato da subito evidente il lavoro di documentazione e formazione compiuto dal gruppo prima di cimentarsi nello sviluppo della loro idea. Ho trovato particolarmente interessante la scelta del target di età in relazione al Disturbo dell’Apprendimento che si è scelto di andare ad indagare , ovvero la Dislessia: ho avuto infatti modo di verificare che, se per quanto riguarda l’età scolare in tutti i suoi ordini e gradi vi è una grande ricchezza di letteratura e materiali per quanto riguarda i DSA, tale ricchezza viene meno quando si tratta di trovare del materiale relativo all’età prescolare, età peraltro in cui possono iniziare a ravvisarsi i primi fattori di rischio. Ciò ritengo renda il prodotto molto appetibile per una gran varietà di professionisti, dagli insegnanti agli educatori, sempre alla ricerca di strumenti innovativi da impiegare durante il proprio lavoro. Altrettanto sorprendente è stata l’attenzione emersa per gli aspetti di tipo psicologico che vanno ad interessare i bambini che andrebbero ad utilizzare lo strumento: il gioco è infatti strutturato in modo tale da risultare fruibile ed appetibile sia a bambini con delle difficoltà di apprendimento (senza creare frustrazione), che a bambini a sviluppo tipico (senza che essi possano annoiarsi); la grande quantità di personaggi messi a disposizione consente a tutti i bambini di scegliere il personaggio gradito senza che debba “accontentarsi” di quello rimasto ultimo dalle scelte degli altri, creando così una situazione di parità ed inclusione; ogni personaggio avrà un nome scelto dal bambino, che potrà anche decidere di attribuirgli il proprio nome, giocando così sull’autostima. Infine sono rimasta entusiasta sia dall’aspetto grafico pensato per il gioco in formato cartaceo, particolarmente accattivante per struttura e accuratezza nei disegni dei personaggi, che dalla prospettiva di creare una versione digitale che consentirebbe di dare un valore aggiunto all’intero progetto grazie alla possibilità di proporre aggiornamenti, bonus ed altri elementi accattivanti per bambini e professionisti. In conclusione, trovo Little Alienz un progetto di grande valore. Da Pedagogista, operante sia come libero professionista che nelle scuole, sarei molto interessata all’acquisto di questo prodotto in entrambe le sue versioni, e credo che potrebbe avere un ottimo successo nel mercato in continua evoluzione degli strumenti per i Bisogni Educativi Speciali.

Dott.ssa Sharon Tiana

Dott.ssa Sharon Tiana

Pedagogista